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| Durante il viaggio in macchina Jackèn aveva l'aria di un bambino in gita scolastica. Parlava di musica e di quelle che definiva "innovazioni del nuovo secolo", di come queste fossero incredibili tanto da risultare inconcepibili a volte. Coinvolse anche i due poliziotti (o almeno tentò di farlo) nelle sue varie divagazioni. Inoltre non risparmiò di ribadire quanta paura aveva avuto durante il pestaggio e di ringraziare i tutori della legge per essere intervenuti così tempestivamente... Che ore sono, mon amì? Chiese Jackèn in risposta alla domanda di Gabriel. Saranno le... undisci. disse tirando un pò ad indovinare: solitamente ci azzeccava senza sbagliare mai, ma per conferma chiese a uno dei due davanti... Dico bene, Monsieur?. Ricevere una risposta affermativa fece si che sul viso del nosferatu comparisse un lieve sorriso di soddisfazione. Arrivati alla stazione, Jackèn si fece guidare attraverso le varie sale. Fu titubante quando venne il momento di utilizzare l'ascensore... Ma dopo qualche sguardo fugace con Gabriel prese fiducia ed entrò trovandosi poi nella sala con le persone in borghese. Grande fu lo stupore di Jackèn per quel curiso dispositivo che permetteva di spostarsi da un luogo all'altro... ma evitò di mostrarsi troppo allibito, per non destare sospetti di alcun genere. Che bello! pensò soddisfatto Avevo ragione: la gita in questo luogo si sta rivelando interessantissima!Oui, monsieur... dobiamo denunsciare un'agresione... esordì il bell'attore francese spingendo avanti Gabriel in modo che fosse lui a narrare la vicenda e a sbrigare le varie pratiche E anche un furto! Sci hanno rubato il porta carte.Jackèn Chevalier Scheda del PersonaggioNarrato Parlato Pensato GRIDATOEccellente, non hai indietreggiato per quasi due minuti, allora devo sembrare davvero più carino quando vuoi qualcosa da me.Certo rompe le palle doversi nascondere dal propio cibo. E certo, potete prendere un mortale fregandovene altamente di tutto...Quando riuscite a ghermirne qualche migliaio, tornate da me. Ma fino ad allora, chinate quella cazzo di testa. |
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